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Linea ferroviaria

L’infrastruttura necessaria e idonea a far viaggiare un treno o altro convoglio ferroviario tra due località di servizio in un determinato momento o periodo di tempo. Con definizione comune, strada ferrata che collega due località geografiche o stazioni, convenzionalmente assunte come origine e termine della linea, nonchè un certo numero di stazioni intermedie. Le linee possono essere a semplice binario, a doppio binario o avere più di due binari. La linea ferroviaria è composta da Sede ferroviaria (V.), Infrastruttura tecnologica (V.) e Impianti funzionali per servizi Merci e Viaggiatori (V.). Le linee ferroviarie risultano variamente definite e classificate, anche convenzionalmente, in relazione a diversi aspetti e alle funzioni proprie dei settori organizzativi di riferimento. Dal punto di vista normativo e impiantistico prevalgono le distinzioni relative al numero di binari, regime e sistemi di esercizio, elettrificazione o meno. In relazione alla presenza o meno di Doppio segnalamento di protezione e partenza (V.) sul semplice binario si hanno linee con o senza Controllo incroci (V.) da parte del personale dei treni. In programmazione orari si utilizzano linee dette “percorsi di riferimento” collegate alle Linee FCL (V.), queste ultime poste alla base della struttura informatica della Scheda treno (V.). Si definiscono inoltre Linee affiancate (V.), diramate, interconnesse, a Modulo (V.) nonchè attributi in analogia alle prevalenti distinzioni della Rete (V.). In generale il concetto di Linea può avere diversi livelli di astrazione e una linea può in generale essere costruita secondo ogni possibile aggregazione di elementi componenti (Sezioni di linea, V.) che rispetti particolari criteri progettuali, commerciali e altri; da cui la necessità di una precisa definizione quando si debba usarne il riferimento in termini operativi. Le linee ferroviarie risultano variamente classificate in base alle proprie caratteristiche costruttive, funzioni, rapporti istituzionali (accesso a finanziamenti governativi secondo norme nazionali o comunitarie). Le più tipiche distinzioni riguardano il numero dei binari (Linee a semplice o doppio binario, V., o più binari affiancati), il sistema di trazione (Linee elettrificate o diesel), il Rango (V.) e la Massa assiale (V.) dei veicoli ammessi a circolare, nonchè altri fattori quali p. es. massimo Grado di prestazione (V.) o Gabarit (V.). Una classificazione più generale distingue le cosidette linee AV (Alta Velocità, V.) da quelle tradizionali ovvero secondo il tipo di traffico, p. es. linee specializzate per il solo traffico viaggiatori o merci. L’UIC propone una classificazione delle linee in base al volume di traffico, relativo alle “tonnellate virtuali” annue sostenute (tonnellate corrette in funzione della tipologia dei treni – merci, viaggiatori – e delle rispettive velocità); il tipo di classe ha in generale influenza diretta sui costi di realizzazione e di manutenzione. Determinate linee risultano denominate in modo tradizionale; per es. Adriatica (Rimini-Bari-Lecce), Dorsale (Milano-Bologna-Firenze-Roma), Faentina (Firenze-Borgo S.Lorenzo-Faenza), Pontebbana (Venezia Mestre-Udine-Pontebba-Tarvisio), del Giovi (Genova-Arquata), Pontremolese (La Spezia /Sarzana-Fornovo-Fidenza/ Parma), Porrettana (Firenze-Porretta-Bologna), Tirrenica Nord (Genova-Roma) e Sud (Roma-Reggio Calabria).

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