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Regolazione della circolazione

Attività del Regolatore (V.). Consiste essenzialmente nella capacità di prevedere i conflitti di circolazione (Previsionale, V.), adottare strategie di Ottimizzazione della circolazione (V.) o risoluzione degli stessi conflitti (determinando incroci e precedenze), in particolare coordinando i casi di circolazione a binario unico, l’utilizzo delle interruzioni e i diversi eventi di anormalità. La regolazione della circolazione ferroviaria consiste quindi nel disciplinare e regolare tutte le operazioni di circolazione come distanziamento treni, precedenze, incroci, manovre, ecc., con il fine di assicurare la regolarità nella marcia dei treni. Detta funzione, con gli specifici vincoli in relazione alle diverse caratteristiche tecniche della linea (sistemi di distanziamento dei treni, ecc.), impone peraltro l’impostazione di un programma di esercizio di base, modificabile, in relazione all’andamento reale del servizio (effettuazione di treni non previsti, soppressione di treni, ritardi, ecc.). La regolazione della circolazione in linea può essere decentrata o accentrata. La regolazione decentrata coincide con il regime a Dirigenza Locale (DL, V.); la regolazione accentrata, con i regimi a Dirigenza Centrale (DC, V.) e Dirigenza Centrale Operativa (DCO, V.). Una notevole problematica di regolazione, in particolare sulle linee ad alta densità, riguarda la gestione di Interruzioni (V.), specie in caso di traffici perturbati, dovendo ottemperare sia all’obbligo di salvaguardare il programma orario sia alla necessità di assicurare gli interventi di manutenzione in linea, che in casi estremi devono essere soppressi e ripianificati. In aggiunta alle linee, il problema di regolazione si estende ai Nodi ferroviari (V.) e ai grandi impianti. V. Sistemi di automazione per la circolazione ferroviaria. In questo contesto il termine “regolazione” riguarda pertanto solo il problema di regolarità; nei casi in cui l’operatore intervenga anche direttamente sull’azionamento degli Apparati è più invalsa la locuzione “comando e controllo”, in cui la funzione “controllo” comprende in pratica l’attività di regolazione (V. p. es. CCL). Diversa risulta l’accezione originale di “controllo” in CTC (V.) il cui termine anglosassone (control) comprende attività di “comando”. Il Controllo (V.) può perciò includere un intervento diretto sull’azionamento degli enti od esprimere solo un’attività decisionale e informativa, avendo comunque lo stesso fine. L’esistenza di una attività di regolazione diretta sulla marcia dei treni porta inoltre a distinguere tutti i Sistemi di automazione per la circolazione ferroviaria (V.) in quelli in cui si ha regolazione operativa e altri, in cui è prevalente l’attività di regolazione informativa.

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